dalla sostanza alla volontà, i Toltechi e l'esplorazione della realtà
- retedefacto
- 10 gen
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Il passaggio dalle "piante di potere" alle tecniche di pura gestione dell'attenzione segna la maturazione di Castaneda da apprendista "stordito" dai sensi a vero e proprio Guerriero della Consapevolezza.
In Viaggio a Ixtlan (il terzo libro), don Juan rivela una verità scioccante: l'uso delle piante era stato necessario solo perché la mente di Carlos era troppo rigida. Le piante servivano a dare un "colpo di martello" alla sua struttura logica, ma la vera magia non risiede nella sostanza, bensì nello spostamento del punto di unione tramite la disciplina.
Ecco come questa trasformazione avviene tecnicamente e filosoficamente:
1. Dalla Sostanza alla Volontà: Il "Vedere" Diretto
Nei primi libri, Carlos ha bisogno del Peyote per vedere il mondo come energia. Nei libri successivi, don Juan gli insegna che lo stesso risultato si ottiene attraverso il Silenzio Interiore.
Il Principio: Se fermi il dialogo interiore, la "descrizione del mondo" crolla. Senza quella descrizione che ci dice che "il tavolo è un tavolo", la percezione torna al suo stato fluido originale.
La Tecnica: Non c'è più bisogno di ingerire nulla. La "droga" diventa l'energia stessa del corpo, ridistribuita attraverso i Passi Magici (Tensegrità).
2. Il Concetto di "Non-Fare" (Not-Doing)
Questa è la tecnica chiave che sostituisce l'effetto delle piante. Se il nostro "fare" ordinario è percepire oggetti, il "non-fare" consiste nel focalizzarsi su ciò che normalmente ignoriamo.
Esempio pratico: Invece di guardare le foglie di un albero, il guerriero impara a guardare gli spazi tra le foglie.
L'effetto: Questo sforzo dell'attenzione costringe il cervello a uscire dai binari abituali. È un modo per "indurre" lo stato psichedelico senza chimica, mantenendo però il controllo totale e la lucidità.
3. L'Uso dell'Ombra e del Crepuscolo
Don Juan insegna a Castaneda che il momento migliore per "vedere" senza piante è il crepuscolo.
Perché: La luce calante rende i confini degli oggetti meno definiti. In quell'incertezza visiva, la ragione (il Tonal) è più debole.
Insegnamento: Il guerriero usa le fessure tra la luce e l'ombra per "scivolare" in altre realtà. Non è più la pianta che ti trascina via, ma tu che cogli l'opportunità offerta dall'ambiente.
4. L'Impeccabilità come Carburante
Senza piante, dove prende il guerriero l'energia per percepire l'invisibile? La risposta è nell'Impeccabilità.
Mentre l'uomo comune spreca energia nell'ego, nel giudizio e nell'importanza personale, il guerriero risparmia ogni briciolo di forza.
Il risultato: Accumulando energia, il "punto di unione" diventa fluido. Un guerriero impeccabile può entrare in stati di estasi o di visione profonda semplicemente "volendolo", perché non ha dispersioni energetiche che lo tengono zavorrato alla realtà ordinaria.
Sintesi: La Libertà Totale
Il passaggio è fondamentale per l'evoluzione del lettore di Castaneda:
Fase 1 (Sostanze): La realtà è un mistero che ti investe dall'esterno (sei passivo).
Fase 2 (Attenzione): La realtà è un mistero che navighi dall'interno (sei attivo).
Don Juan conclude che le piante sono "stampelle": utili per chi non può camminare, ma un impedimento per chi vuole correre verso l'infinito. La vera maestria è essere "sobri nel Nagual".
Questa evoluzione di Castaneda rispecchia molto bene il cammino di molti ricercatori spirituali: si inizia con esperienze "forti" o eclatanti (viaggi, grandi emozioni, stati alterati), per poi capire che la vera forza risiede nella disciplina quotidiana, nel silenzio e nella gestione impeccabile della propria energia minuto dopo minuto.



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