A scuola dallo stregone di Carlos Castaneda
- retedefacto
- 10 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Analizzare A scuola dallo stregone (1968) significa tornare alla genesi del mito di Castaneda. Sebbene in seguito l'autore abbia preso distanze dall'enfasi posta sulle sostanze psicotrope, questo primo libro rimane una testimonianza psichedelica e antropologica fondamentale sulla rottura dei confini della percezione.
L'opera è divisa in due parti: il resoconto dell'apprendistato e un'analisi strutturale accademica. Ecco gli insegnamenti principali estratti dal cuore del testo:
1. La distinzione tra "Realtà Ordinaria" e "Realtà Non Ordinaria"
Don Juan introduce l'idea che esistano due modi di percepire il mondo.
Realtà Ordinaria: È quella in cui concordiamo tutti, basata sulla stabilità degli oggetti.
Realtà Non Ordinaria: Stati di coscienza raggiunti tramite l'uso di "piante di potere" (Peyote, Datura e Funghi), in cui le leggi della fisica classica non si applicano più.
Insegnamento: Il mondo non è solo ciò che i nostri sensi ci dicono quotidianamente; esiste una realtà "separata" che è altrettanto valida e strutturata, ma richiede una diversa "sintonia" per essere percepita.
2. L'Uomo di Conoscenza e i Quattro Nemici Naturali
Questo è forse il brano più celebre del libro. Don Juan spiega che diventare un "uomo di conoscenza" è una sfida che dura tutta la vita e che comporta il superamento di quattro ostacoli interiori:
La Paura: Il primo nemico. La paura di perdere la ragione o la sicurezza. Bisogna affrontarla e procedere nonostante essa.
La Chiarezza: Dopo aver superato la paura, tutto sembra chiaro. Ma questa chiarezza è un nemico perché acceca: l'uomo crede di sapere tutto e smette di imparare.
Il Potere: Quando la chiarezza viene dominata, l'uomo ottiene il potere. È il nemico più forte perché induce all'orgoglio e alla prepotenza.
La Vecchiaia: L'unico nemico che non può essere sconfitto, ma solo rimandato. È il momento in cui la stanchezza spinge a lasciarsi andare.
3. L'Alleato e il "Mescalito"
In questo primo testo, Castaneda descrive l'incontro con entità che popolano la realtà non ordinaria.
Mescalito: L'entità associata al Peyote, descritta come un maestro benevolo ma severo, che insegna il "giusto modo di vivere".
L'Alleato: Una forza impersonale (spesso associata alla Datura o ai funghi) che l'apprendista deve imparare a "domare" per ottenere potere.
Insegnamento: L'universo non è vuoto; è popolato da forze che possono essere alleate o nemiche a seconda dell'impeccabilità e della forza di volontà di chi le incontra.
4. Un Sentiero che ha un Cuore
In una delle lezioni più profonde, don Juan spiega come scegliere la propria strada nella vita. Ogni sentiero è solo uno dei mille possibili, quindi non ha senso sceglierne uno per dovere o ambizione.
"Prima di intraprendere un sentiero, poniti una domanda: questo sentiero ha un cuore? Se ce l'ha, è un buon sentiero; se non ce l'ha, è inutile."
Insegnamento: Un sentiero con un cuore rende il viaggio gioioso e dà forza. Un sentiero senza cuore fa sì che la vita si rivolti contro chi la vive, rendendolo debole e rancoroso.
5. L'importanza del "Set e Setting" (Antropologico)
Sebbene non usi questi termini moderni, Castaneda evidenzia che le piante di potere non sono "droghe ricreative".
Il Rituale: Ogni assunzione è accompagnata da cerimonie rigorose, preghiere e un rispetto sacro per la pianta.
Insegnamento: Senza una guida (il maestro) e senza una struttura etica e rituale, l'accesso alla realtà non ordinaria è pericoloso e privo di significato.
Il superamento del Razionalismo
L'insegnamento fondamentale di A scuola dallo stregone è il fallimento della logica occidentale di fronte al mistero. Carlos tenta continuamente di spiegare razionalmente ciò che vede, ma don Juan ride dei suoi sforzi, insegnandogli che per capire bisogna "vivere" l'esperienza, non analizzarla.



Commenti